L'ARTE DEGLI EX LIBRIS

il secolare problema di recuperare i libri prestati
08 maggio 2017

Con la locuzione ex libris (dal latino “dai libri di …”) ci si riferisce ad una etichetta, solitamente ornata di figure e motti, che si applica su un libro per indicarne il proprietario. L’etichettatura può essere cartacea, in materiali pregiati quali cuoio o pergamena, o sotto forma di timbro, in questo caso, a inchiostro, a lacca, a fuoco od altro.

Ne esistono infinite e anche complesse varianti dai mutevoli soggetti: da quelli raffiguranti libri a quelli con gli animali, quelli liberty fino ad alcuni con chiari riferimenti erotici… una varietà infinita!

Pur cambiando stile nel tempo, tre sono gli elementi che identificano l’ex libris: la dicitura latina, il nome e cognome del proprietario dei volumi e una figurazione allegorica che ne interpreti la personalità e le più intime aspirazioni. La sua realizzazione era originariamente affidata ad autori bravi però anonimi. A partire dalla seconda metà dell’Ottocento, quando scatta la molla del collezionismo, l’ex libris cambia destinazione d’uso e diventa mero oggetto di scambio, ricercato in base all’importanza dell’artista.

Ragguardevole rimane la raccolta del British Museum con circa centomila esemplari, mentre a Milano è famosa la collezione di Achille Bertarelli, custodita nel museo del Castello Sforzesco.

« Probabilmente ispirati ai cosiddetti segni di bottega, nacquero in Germania non solo perché là ebbe origine la stampa, ma soprattutto perché là si sviluppò in maniera straordinaria la xilografia.

Il più antico ex libris conosciuto appartenne a Hans Jgler, cappellano della famiglia bavarese Von Shoenstett, il cui nome è rintracciabile nei caratteri gotici contenuti nel cartiglio, sotto il quale vi è un ramoscello con un porcospino.

Questo esemplare, degli anni 1470-80, presenta già in sé i tratti degli ex libris moderni: formato rettangolare incorniciato, una figura centrale in rapporto logico e/o semantico col proprietario, il cui nome viene inscritto in cartiglio.

Nel 1500 l’ex libris assume le caratteristiche di uno stemma araldico con le armi delle varie famiglie di nobili che in questo periodo sono anche i maggiori possessori di biblioteche.

Nei secoli il cartellino aumenta le sue dimensioni e rende la propria figurazione più completa e raffinata. Così avanzando nel tempo la borghesia ottocentesca, non avendo elementi nobiliari da raffigurare sui propri cartellini, spesso ricorre ai paesaggi dell’arte romantica.

Gli ex libris conoscono poi un’evoluzione sia qualitativa che quantitativa alla fine del secolo XIX, all’avvento e diffusione dell’Art nouveau.

E’ proprio a partire da questo momento che si sviluppa anche il collezionismo a livello internazionale, con la nascita di associazioni finalizzate a intensificare gli scambi e a incentivare la produzione di ex libris.

Essi vengono così commissionati sempre più come opera d’arte autonoma, indipendente dal suo utilizzo primario. »  (artifexlibris, Dr.ssa Daniela Morosini)

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