SKETCHES IV

Friends
26 maggio 2019

Ritratti dal vero fatti ad amici più o meno ignari. 

“ Finalmente il figlio cambiato ce l’ha fatta a mettere distanza, macari chilometrica, tra sè e la famiglia dove erroneamente è nato. Frequenta il terzo liceo e va a vivere in una stanza d’affitto con il suo amico Carmelo Faraci. […] “Arraspa a lu to’ amicu unni ci mancia”, gratta il tuo amico dove gli prude, questo è il compito dell’amicizia e Carmelo l’assolve in pieno. Dopo un poco di vita in comune, in presenza di terzi, Luigi e Carmelo non hanno più necessità d’adoperare parole, s’intendono con una rapida taliàta. […]
Costante dell’amicizia siciliana è il dovere che l’uno ha d’intuire come l’altro si comporterà in una certa circostanza, senza che ci sia stato preventivo accordo: testa e cuore dell’uno devono agire in perfetta sintonia con testa e cuore dell’altro, la sincronizzazione deve essere assoluta, il minimo scarto, anticipo o ritardo che sia, può generare un’incrinatura destinata col tempo a diventare sbalanco, crepaccio. […]
Insomma, l’amicizia siciliana è un’arte difficile e forse bisognerebbe chiamarla con un nome diverso, fratrìa, fratellanza, consanguineità d’elezione. Fra due amici siciliani si crea come un cerchio magico che esclude gli altri, i fatti del mondo e macari della Storia. […]
La violazione del codice è l’inizio di una degenerazione che l’organismo dell’amicizia siciliana non è in grado di contrastare producendo i necessari anticorpi. Una frase esemplare in una lettera di Luigi:”Mi rimane impressa, incancellabile, una parola che hai detta…Questa parola, caro amico, non me la dovevi dire”. Incancellabile. Una parola. Ma basta, quella sola parola, a produrre l’affievolimento, la caduta di tensione, la disillusione, ma soprattutto il sotterraneo rancore di chi si sente tradito. L’altro non ha “capito”. E invece avrebbe dovuto, altrimenti che senso ha l’essersi interamente dato, che valore ha la complicità dei silenzi e delle taliàte? ”
 
Biografia del figlio cambiato, Andrea Camilleri
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